Racconto del Trekking Dall’Alpe della Luna alle Foreste Casentinesi 2017

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Ieri è iniziato il trekking dall’Alpe della Luna alle Foreste Casentinesi.

Nel pomeriggio dal rifugio la Capanna siamo saliti sino al Monte dei Frati 1453 metri ed abbiamo potuto apprezzare lo scorcio e le aperture visive sugli Appennini dal promontorio dell’Alpe della Luna. La veduta non è stata delle più nitide per la caligine della calura estiva. Ma i miei compagni di ventura si sono lasciati carrezzare dalla luminosità traslucida e penetrante di un tramonto estivo camminando in discesa tra la faggeta secolare.

La nostra piccola avventura è iniziata e poi questa escursione di 3 ore con 500 metri di dislivello val bene una buona cena curata e sapientemente cucinata dal cuoco Nicola della Cooperativa degli Extravaganti che gestisce questo posto ed una grande proprietà pubblica con passione e fatica vera. Vien di fare il tifo per giovani che ancora credono in un futuro fatto di progettualità e sogno; ed allora ben venga il latte di asino, l’ospitalità per gruppi, la gestione delle praterie e dei boschi. Tanto di cappello per questi cari pazzi sognatori Filippo, Michela e gli altri che cercano una via con coraggio una via di futuro e lavoro in questa Italia che talvolta sa allontanare invece di accogliere .

Un saluto dall’Associazione L’Olivo e la Ginestra in trasferta.

Louis

 

Prima della partenza della terza escursione
un momento di riflessione mattutina
partendo dall’atmosfera del giorno prima ove si è potuta testare la voglia di cammino e condivisione del gruppo. Dall”Alpe della Luna, passando per passo di Via Maggio sino a Pieve Santo Stefano; poi per finire la salita per l’itinerario Francesco sino all’agriturismo Sant’Apollinare.
Sono stati compiuti più di 21 km con diversa discesa e salita.
Il caldo nel fondovalle ha fatto il resto ma la compagnia ha saputo reggere alla grande e poi l’atmosfera dell’agriturismo, vera chicca di accoglienza e professionalità, ha permesso di passare una bella serata in allegria.
All’alba, come dicevo, cercando di ascoltare l’alba in cammino e di leggere le nuvole in cielo, un pensiero ha preso una sua forma.

“Nuvole in viaggio ne­ll’azzurro
giocano a colorarsi di tonalità
Là nel cielo tra il grigio ed il giallo;
donano varianza sen­soriale ed
in un baleno si passa da cupezza
a luminosa parvenza.
Nell’ alba di questo mattino,
sua spensierata alle­goria,
particolari vibrazio­ni ridestano.
Ora rondini volano a rincorrersi,
un concerto compos­ito,
tra naturalità e mem­oria,
sa rivivere là nel silenzio del parco.
Radici terrene, come forgiate,
raccontano di anti­che consuetudini;
ora la ruota della vita
ancorata là, a mò di decoro,
lascia traccia di pr­opria perduta via;
Libera di sè la pri­mordiale essenza.
Oggi vien di comunic­are andamento lento
e ricordi di un carro trainato da buoi antichi
ove, al posto delle ruote in legno,
due immense bobine
lasciano dimenarsi immagini come aggrot­tate,
a fare da eco tra pa­ssato remoto e vissu­to impegnato a rinno­varsi. Ora il matti­no avanza e siamo pr­onti per la nuova ve­ntura.Vero amici car­i?”

Un saluto dal trek tra “l’Alpe della Luna alle Foreste Casentinesi”.

Louis

 

 

 

 

Ultime cronache di viaggio del trekking dall’Alpe della Luna alle Foreste Casentinesi.
Gli ultimi due giorni di questo cammino , sono stati contraddistinti dalla presenza unificante delle Foreste Casentinesi e la loro bellezza.

Lì all’ombra di quei giganti, è stato possibile entrare quasi in punta di piedi nella religiosità di quei luoghi. Forse fu proprio questo ad attirare Francesco e Romualdo; l’occasione ci è ghiotta anche per fare un lieve raffronto tra l’approccio religioso francescano e quello benedettino sino a cercare di comprendere la traduzione di quei messaggi di fede trasposti ai nostri giorni.

Del santuario della Verna colpisce subito la grandezza e la sua variegata articolazione; al di là dell’attenzione posta verso coloro che visitano il sito testimoniata tra l’altro dall’allestimento di una serie di dipinti atti a ricostruire i fatti salienti della vita di Francesco, là è quasi d’obbligo vedere il suo giaciglio, il Sassospico, l’orrido provocato dalla roccia ove sta abbarbicato il complesso monastico; poi vi sono una miriade di cappelline ove potersi soffermare ed ascoltarsi.

Al tramonto fa tenerezza vedere alcuni frati francescani intrattenersi e basta un attimo di distrazione che non li vedi più ma ora si ode dalla chiesa principale la messa cantata dei vespri.

Dormiamo nel convento altra esperienza consigliata così come la passeggiata nella bellissima foresta che ci porta in discesa a La Verna.

Questo è stato il sabato, la domenica invece oltre alla imponenza degli esemplari arborei ciò che ci sorprende è la diversità della struttura monastica di Camaldoli, la sua suddivisione in celle racconta della regola monastica e le sue rigidità. Per entrare bisogna aspettare ed è tutto un’altro approccio. Il caso ha voluto che nell’attesa un signore con una barba molto pronunciata ed uno sguardo penetrante mi passasse accanto nell’attesa dei miei compagni di ventura in visita nel convento che si compie in 30 minuti. Ebbene vengo a scoprire che questo signore in borghese è uno degli otto monaci benedettini, a dire la verità uno dei più anziani in fatto di permanenza, oltre trenta anni. Credo dovesse accompagnare qualcuno verso una stazione.

Infine l’ultima parte dellitinerario in discesa ci porta a Camaldoli ove si consiglia una visita all’Antica farmacia; là si può apprezzare la Sapienza e la cura messa dei monaci per le erbe, la medicina e tanto altro sempre nell’ottica della regola “Ora et Labora”.

Tante sono state le impressioni e le suggestioni vissute durante il trekking dall’Alpe della Luna alle Foreste Casentinesi.

Un caro saluto

Louis

 

 

 

 

 

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