Il racconto del soggiorno all’Alpe della Luna

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Alpe della luna
Vi salutiamo dalla riserva naturale dell’Alpe della Luna.

Ci troviamo nel rifugio di Pian della capanna gestito dalla cooperativa Extravaganti. A parte il posto, la sua atmosfera ricca di fascino. Solo il calpestare per ore montagne di foglie di faggio e sdraiarsi nei momenti di pausa in questo letto vale il viaggio. Poi raggiungere la splendida veduta su Toscana, Umbria e Marche dal punto panoramico dell’Alpe della luna, scalando il Frate, il Cucco il Monte Maggiore fanno il resto.

Faggete secolari e cerrete a perdita d’occhio, vedute sul Doglio, Carpegna, i monti delle dirimpette foreste Casentinesi sono uno scialo per chi, come noi, ama camminare.

Infine ciò che è il vero punto di forza di tutta questa esperienza è la passione di chi gestisce la struttura di Filippo, Marcella, il cuoco Giacomo, dell’asino Marco e le sue asinelle che producono il latte d’asino che ho scoperto essere un toccasana per i bambini.

Briluccicano gli occhi a Filippo quando ci racconta del suo progetto; in ogni momento si può apprezzare la delicatezza del pensiero di chi gestisce per chi è ospite. Certe mangiate si fanno tra puré e stracotto, porchetta che sembra un burro, verdure deliziose, certe patate arrosto miei cari che mi hanno fatto perdere la testa perché sanno parlare. Insomma se a questo ci aggiungete la sapienza del fine dicitore Giannermete, vera guida spirituale di questo cammino, che sa deliziarci con racconti poetici e storie di ogni genere …l’atmosfera che si respira nelle camerate è di riso scanzonato e liberatorio che diviene contagioso. Poi sappiate che non ci sono TV …non c’è WiFi …i telefonini prendono male…si può anche da questo punto di vista fare una vera cura decongestionante.

Da questo focolare e dal crepitare continuo di questo fuoco visoonario vien continuamente animato l’ entusiasmo per un progetto coraggioso anche se faticoso tutto misurato tra storie di vita e lavoro dei vari componenti della cooperativa degli extravaganti.

Vien da fare un gran tifo per loro.

Il sibilo del vento questa notte ci ha fatto compagnia ed è come se volesse ricordarci che si sta in un luogo diverso…ci racconta di questa alba nascente…di daini giocosi nel bosco…di cinghiali e lupi …dalla veranda di questo spazio conviviale mi vien di dire per chiosare venite numerosi all’Alpe della Luna. Vi consiglio vivamente questa esperienza e l’associazione “l’olivo e la ginestra” saprà riproporre questa esperienza .
Parola di Louis

 

Care e cari,
abbiamo passato quattro giornate bellissime all’Alpe della Luna.
Passi, parole, emozioni, molto affetto anche e soprattutto nel riconoscersi diversi.
Ci siamo profondamente ossigenati in mezzo ai faggi e alle leggende.
Siamo colmi di energie buone e stiamo preparando nuovi fantastici cammini.
Il fuoco del grande camino del Pian della Capanna ha ispirato il nostro grande Louis che tra nostalgie e suggestioni di bosco ha scritto i suoi versi a tratti malinconici ma colmi dell’essenza e della densità della vita.
Con alcuni di questi vi auguro di iniziare con il cuore e la passione il viaggio nell’anno nuovo.

Il rifugio degli “extravaganti”di Pian della Capanna all’ Alpe della Luna

Nel brusio di questo attimo
batuffolo di vita,
suo vociare querulo
somiglia a ronzio lacero.
Cadono via lungo il sentiero
foglie d’autunno;
Sono là aduggiate tutte ormai al tramonto.

Un giallo brunito e marcescente
sa raccontare di quel destino;
nel calpestio
è sfrigolio di essenza passata.

Sono anime pensose
disperse
in mondo errante di malinconia,
ma si ode ancora ringhiante e tintinnante
il crepitare del faggio e del cerro,
là nel focolare dell’Alpe della luna.
Ricorda un tempo andato
e racconta storia,
paesaggio,
magia
di cielo stellato.
Ora è fruscio di silenzio
questo stormire di vita
e vien di adagiarsi placidi
nel suo morbido.

Grazie amico mio!
Giannermete

grazie ad Arianna T. e Giuseppe D. V.  per le foto

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