Pensieri in cammino – Trekking della Valnerina 2017

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Pensieri in cammino di Louis Montagnoli

 

Una ‘Invitation au voyage’ profonda, raffinata e profondamente intrisa d’umanità.

Un viaggio interiore che si apre al mondo intimo e antico dell’amata Valnerina. Che indaga la bellezza, gli argini e le ferite. Condivido con ‘profonda emozione’ come diceva il caro Vinti le parole del mio amico Louis che sta camminando per aprirci la via e scaldare i cuori in vista del cammino di settembre.
E’ un manifesto del viandante curioso, del viaggiatore che fa della strada lo spazio vero della vita e dell’essere.

 

In ” girigiola ” sulla corriera dell’amicizia.

Sognare è divenuto ormai metro comportamentale e peregrinare a tentoni senza meta.

Talvolta all’occhio ingenuo questa modalità di sentir sembra barcolli qua e là per le vie dell’incompreso o prenda sembianze da perdigiorno e suo vagare errabondo.
Forse la consapevolezza per un destino già segnato, è karma per “un’irreale percepibile” che potrà ai più suscitare quasi sberleffo o nel migliore dei casi stanca sopportazione all’ascolto per queste visioni di futuro che se ne vanno in lontananza. Quell’industriarsi viene vissuto un pò come un “lego” d’intelletto che forse non vedrà mai la luce del suo desinare. Ciò ai più potrà arrecare uggia, fastidio; in alcuni momenti forse sarà come tarparsi le ali. Sappiatelo fin da subito i mulini a vento hanno bisogno di brezza foriera sennò che Don Chisciotte saremmo?
Oggi però un piccolo sforzo di “razionalità” viene indirizzato nello spazio ristretto di questo foglio virtuale; là nel bianco di quella carta pergamena ed antica si riflette un immagine e suo riflesso. Ha vitalità propria sino a conquistare strano a dirsi una collocazione, una sua espressività.
Certo produrre senza un costrutto preciso può fare vacillare coloro che ritengono di essere protesi alla concretezza ed all’immediatezza; loro non riescono a comprendere il presupposto su cui poggiare questo ragionare sregolato. Ma lontane siano per un po’ le vie del noto e risaputo; ritengo sia proprio salutare perché sa smuoverci da quella melma appiccicosa; poi alla fine quel navigare verso un approdo sicuro porta invece sovente verso una piaggia fatta di solitudine. Là taluni, direi molti di noi si sentono compresi; sono proprio tempi cupi, sregolati e senza un senso preciso malgrado il suo menabò rassicurante. Suvvia! Diamo corpo e vita ad un’altra modalità di starci amici miei; fa bene alla mente ed allo spirito, ovviamente sempre con la giusta misura e senza prendersi troppo sul serio. Poi magari da una fucina di piccole sensazioni si troveranno tracce nuove che riprenderanno i segni di un cammino lasciato prima per caso; il “compiersi in parte” e ripetersi di questo attimo di sregolatezza sarà quasi l’arrivo per questo ragionar e suo compiacersi . Chissà dove questo mare di parole ci porterà! Andiamo avanti poi si vedrà.. Forse diventerà svelamento à la recherche du temps perdu o molto più semplicemente perditempo. Bene, bene ora è il ciouff ciouff di una antica corriera, di quelle che si usavano per andare a scuola, che ci guida lungo l’antica via ferrata tra Spoleto-Norcia; lei, fa parte della categoria delle ferrovie dimenticate ormai senza binari. Là ad ogni stazione facce conosciute ed amiche salgono e scendono come a giocare a farsi compagnia. Adesso lei finalmente brulica di vitalità e gioia inoltrandosi di fermata in fermata nella Valnerina di questi pensieri sregolati. Via si parte! Ciuff, ciuff supereremo insieme ponti intenti a collegare incomprensioni e lontananze siderali, sono veri miracoli di ingegneria civile assai fantasiosa protesi ad unire le personalità dalle variopinte tonalità di queste pendici boscose profondamente solcate; là sapete sapete sono dirupi veri e cesure logistiche altro che chiacchiere. Qui veramente si comprende l’essenza di questa ” umbretudine”, fatta di religiosa contemplazione; e quanta diversità in questo cielo ricco di costellazioni fatto di varianza sul tema e monadi tutte solitarie e guai a chi le tocca. Una bellezza multiforme, puntiforme e senza governo quasi anarchica si rivela nel divincolarsi da quel suo voler e pretendere compagnia. Ora , però, si è entrati nel buio della roccia, ed è tutto un incunearsi fra rivoli di divisioni , lacerazioni, compressioni e tra le asperità di questa geografia fatta di fisicità , diffusa immanenza e ribellione al cambiamento; spesso l’istinto primordiale andava verso una socialità quasi rinchiusa nelle prigioni di un sé “preponderante”. Il risultato di tutto questo modo di vivere ha prodotto una profonda cesura ed un senso di chiusura; questi luoghi sono divenuti aspri ed inospitali alla modernità. Ciò ovviamente ha determinato sfracelli in questi piccoli borghi disabitati ove non vi è più memoria di sé.

Amici non lasciamoci travolgere da questa tragedia dell’incomunicabilità social e virtuale. Suvvia non possiamo permetterci di perdere tutto questo patrimonio! Salite insieme a me su questa corriera e condiamo di profumi e spezie questo cercare di risorgere, sentiamoci parte di una comunità sino a divenire passeggeri consapevoli e solidali di un viaggio emozionale; anche se talvolta si può stare persi nei meandri della nostra solitudine passeggera.

Insomma tutto ciò per dirvi io vado sette giorni in Valnerina, se potete fare una capatina da quelle parti per una semplice chiacchierata, sarà per me un gran piacere. Ma smettila potevi dirlo prima. “Madonna quanto fiume di parole inutili ” “Certo mio caro ” disse l’istintivo di turno. “È come se ti fossi vestito in “girigiola” per la freddura di piccolo pensiero senza capo né coda.” Ma amici miei : l’effetto sarebbe stato lo stesso?” “Meditateci un pò e ricamateci pure quanto volete visto che ciò è ormai lo sport preferito di noi comuni mortali della comunità “virtuale”; ognuno con i propri telefonini a farsi i cavoli di tutti ma capace più di mettere steccati che a guardarsi negli occhi. Questi strumenti di comunicazione hanno la capacità sorprendente di entrare nel privato di ciascuno ma spesso si rimane alla superficie e si è in profonda difficoltà se si vuole instaurare un dialogo minimamente strutturato e vero.

“Forse è meglio una passeggiata lenta che si incammini a tentoni e senza programmi fra le perle della Valnerina per cercare assaporarne l’essenza miei cari”. Poi da queste parti è dura avere “campo” per cui ci si rapporta solo con se stessi e, se lo si vuole, con quei pochi compagni di ventura che il caso ti ha voluto portare accanto.

Un caro saluto Louis

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