Sesta Tappa: Spello – Assisi

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Spello – Assisi

Spello, centro di antiche origine umbre, divenne Colonia romana in età triumvirale-augustea. Ostile ad Antonio parteggiò per Ottaviano nella guerra di Perugia nel 41 a.C. e dal vincitore Ottaviano ebbe particolari favori, tanto che in onore della famiglia imperiale assunse il nome di Splendidissima Colonia Iulia Hispellum. Augusto, per la fedeltà dimostrata a Roma, gli assegna i possedimenti extraterritoriali dei Bagni del Clitunno presso Spoleto e di Civitella D’Arna presso Perugia. Ottenne privilegi da Costantino il Grande, dal quale ebbe il nome di Flavia Constans e l’autorizzazione, sancita dal Rescritto Costantiniano (333 d.C.), ad erigere un tempio, dedicato alla Gente Flavia, ove potessero riunirsi gli umbri in occasione delle feste annuali della Confederazione religiosa umbra. Soggiogata al Barbarossa e ad Ottone IV°, nel 1238 Spello subisce anche una pesante devastazione dalle truppe di Federico II. La sua storia millenaria si può leggere nella bellezza delle sue architetture, particolarmente suggestive al tramonto, quando il calcare rosa del Subasio con cui è costruita assume straordinarie tonalità. Partendo da Spello l’ultima tappa ci porta ad Assisi tra antichi oliveti e fitte leccete, percorrendo a mezza costa il fianco del Subasio, la montagna della pace. Si entra ad Assisi dall’alto, accolti dalla bellezza delle antiche mura e dalla forza del messaggio di Francesco. La povertà di Francesco non è solo una condizione storica ma è soprattutto una condizione mistica e come tale totale, assoluta. La rinuncia di Francesco, come dirà Albert Camus, è una rinuncia al mondo per qualcosa di più grande in cui è compresa la natura, i suoi elementi, le sue forze irriducibili, le piante, gli animali. Francesco si oppone a una società caratterizzata dall’esclusione per affermare la presenza divina in tutte le creature. Si attraversa con questo spirito la città, le sue antiche vie, le piazze, visitando le bellissime chiese di San Rufino, Santa Chiara, San Pietro e la Basilica di S. Francesco, luogo dove il messaggio francescano, nella sua universalità, è forte e vitale. Qui si conclude fisicamente il nostro viaggio a piedi, viaggio del corpo, dello spirito, delle emozioni che unisce le storie e i percorsi mistici di Benedetto e Francesco e sa raccontare l’Umbria nella sua natura più intima e nella sua essenza più profonda.

 

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