CASTELLI E VILLE DEL PERUGINO: CASTELO D’ARNO

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Contado di Porta Sole

Antico insediamento strategico, probabilmente di fondazione bizantina.
Eretto a guardia del fiume Chiascio, confine del corridoio bizantino che congiungeva Roma a Ravenna e dirimpetto al castello assisano-longobardo di Sterpeto, dall’altra lato del corso d’acqua.
L’antemurale suggerisce che un tempo il castello serrasse interamente la via e il colle.
All’interno della porta d’ingresso vi è un bell’affresco cinquecentesco raffigurante Madonna con sante Lucia e Caterina d’alessandria che purtroppo se ne sta andando in malora. Fino ad una quindicina di anni fa, era rimasta una sola famiglia ad abitare il luogo, ora dopo la ristrutturazione di alcuni edifici si sta ripopolando.
Nel 1186 entra, per volere imperiale, nella sfera del comune di Perugia a controllo dell’importante via di comunicazione e di commercio salara-fabrianese, tanto che la sottostante Pianello diviene sede di un importante mercato già dal XIV secolo.
All’interno del castello vi era un palazzo di proprietà della famiglia Alfani, che divenne covo del più famigerato brigante del XVI secolo: Francesco Alfani. Violento vendicativo e sanguinario fa seppellire più di 70 cadaveri, frutto dei suoi omicidi nel giardino del palazzo. Dopo molte peripezie viene imprigionato nelle carceri della fortezza paolina dove riesce ad evadere. Si arruola nell’esercito pontificio fino a diventare colonnello. Morirà a 72 anni a Cortona, seppellito nel duomo della città con tutti gli onori.
Un’altro Alfani, Girolamo,alla metà del settecento stampa moneta falsa all’interno del palazzo di famiglia nel castello.
E’ di Castel d’Arno anche Giovanni Vinti, l’ultimo brigante del nostro territorio. Umile grassatore, niente a che vedere con la crudeltà dell’Alfani, terminerà la sua carriera quando nel 1901 fu arrestato dai carabinieri.

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